La cucina è stata paragonata al linguaggio: come questo, essa possiede vocaboli (i prodotti, gli ingredienti) che si organizzano secondo regole di grammatica (le ricette, che danno senso agli ingredienti trasformandoli in vivande), di sintassi (i menu, ossia l’ordine delle vivande) e di retorica (i comportamenti conviviali). Come il linguaggio, la cucina contiene ed esprime la cultura di chi la pratica, è depositaria delle tradizioni e dell’identità di gruppo. Ma è anche il primo modo per entrare in contatto con gli altri: più ancora della parola, il cibo si presta a mediare fra culture diverse, aprendo i sistemi di cucina a ogni sorta di invenzioni, incroci e contaminazioni. In questo volume, storici, antropologi, sociologi, fra i più illustri specialisti mondiali di storia della cultura alimentare, discutono il ruolo della cucina come strumento di identità culturale ma, al tempo stesso, come veicolo e prodotto dello scambio culturale. Meglio ancora: della cucina come strumento di identità in quanto veicolo e prodotto dello scambio culturale.