OSANNA O CRUCIFIGE: sembra che, quando si parla di globalizzazione, non si riesca a sfuggire da questi opposti atteggiamenti. Opportunità infinite, crescita costante, emancipazione continua, da un lato, oppressione, degradazione, mercificazione, dall’altro. Perché? Che cosa ha di intrinsecamente buono o cattivo questo fenomeno tanto da dividere gli studiosi e i cittadini, da creare profeti di benessere e predicatori di sventure, da produrre speranze ottimistiche e contestazioni radicali? E che cosa ha di nuovo rispetto, ad esempio, ad alcuni suoi predecessori, come la rivoluzione scientifica, quella tecnologica, quella industriale? E se non è nuova, la globalizzazione, ma è una rinnovata sfida della conoscenza e del progresso, come affrontarla, affinché siamo noi, che consapevolmente o inintenzionalmente l’abbiamo creata e voluta, a goderne i maggiori benefici per il maggior numero di popoli e persone?
Insomma: il mondo si allarga. Si allargano i commerci, i rapporti economici, le relazioni politiche, le integrazioni culturali, e, dietro a questo allargamento, i valori, i princìpi, i diritti, le aspirazioni, le visioni. Che cos’è che non va in questo processo? Che cosa c’è da correggere? Perché lo si dovrebbe fermare? Il mondo largo è da restringere o espandere ancora?
Le lezioni sull’argomento tenute nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani e qui raccolte in volume trattano esattamente queste questioni. Esse hanno autori di indiscusso prestigio: dal compianto Senatore Giovanni Agnelli a Henry Kissinger, da Václav Havel a Valéry Giscard d’Estaing, da Bill Gates a Bernard Lewis. A leggerle tutte assieme, si scopre che esse offrono un punto di vista prezioso e originale per la conoscenza del fenomeno, e ne forniscono una descrizione articolata e multidisciplinare, dall’economia alla politica alla cultura alla storia.