Luciano Ligabue ha sempre sostenuto di avere un pubblico particolare. Non solo «bello» né semplicemente «diverso» da tutti gli altri, ma proprio «speciale», e che dunque meritava di essere raccontato in presa diretta. Emanuela Papini raccoglie la sfida con un libro che nasce come testimonianza di amore reciproco e reciproca gratitudine tra un cantautore e il suo pubblico, ma che è diventato molto di più. Perché Ligabue ha ragione: nelle storie della «sua gente» c'è il ritratto emotivo di un pezzo di Italia meravigliosa e vera, in equilibrio precario, ma forse mai così viva. Un'Italia fatta di persone che amano, lottano, credono, sognano, soffrono, rischiano, imparano, qualche volta perdono ma continuano a provare e infine vincono. La loro quotidianità è il tessuto di un romanzo cantato in coro in cui è facile riconoscersi, perché è un po' la nostra quotidianità. Sullo sfondo, in ogni pagina, ci sono le canzoni di Ligabue: la colonna sonora che accompagna le nostre vite e qualche volta - e allora è una piccola magia - le cambia.

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